3atri x la 3mpesta

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La 3mpesta

Atto unico in 3 quadri e un epilogo, liberamente ispirato a “La Tempesta” di William Shakespeare. Regia di Leonardo Gasparri e Rodolfo Salustri per Combinati Male di Macerata, Federica Carteri e Roberta Zonellini per GattoRosso di Verona, Barbara Valenti per Malocchi e Profumi di Forlì. In scena: Rodolfo Salustri, Marina Rosetti e Ornela Aliu (Prospero), Federico Cippitelli, Noemi Pezzini e Francesco Dell’Accio (Ariel), Leonardo Gasparri, Federica Carteri e Gianfranco Boattini (Calibano). Area tecnica: Andrea Anconelli. LA 3MPESTA è un progetto che nasce poco meno di un anno fa attorno al tavolino del bar dell’Hotel Waldorf a Cattolica, nei giorni dell’Assemblea Nazionale UILT. Come spesso accade, le assemblee sono occasione di incontro e di confronto con altre realtà teatrali, di scambio di idee, di contatti e di passione. Una serie di fortunate coincidenze ha creato i presupposti per il nascere di questo lavoro, ci siamo incontrati al posto giusto e al momento giusto e l’idea è venuta quasi da sé. Da qualche tempo GattoRosso è ospite di UILT Marche e della compagnia òpora al teatro La Vittoria di Ostra per le annuali celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro e anche per il 2019 è scattato l’invito.  Ricordando alcuni aneddoti con Giovanni Plutino e raccontando la nostra esperienza a Barbara Valenti di Malocchi e Profumi (FC) e Leonardo Gasparri (MC), l’invito è stato esteso anche a loro e l’idea di un progetto comune è stata lanciata quasi per scherzo. Abbiamo pensato di affrontare un unico testo in cui ogni compagnia avrebbe mantenuto la propria cifra stilistica ma cercando un linguaggio comune e un filo che legasse le tre per raccontare al pubblico la storia completa. Pensavamo che la parte più difficile sarebbe stata trovare una pièce che andasse bene per tutti ma in realtà è stato abbastanza semplice, avevamo così voglia di partecipare a questo progetto che poco importava cosa avremmo fatto. Dopo alcune settimane, lasciati terminare gli impegni tra debutti e repliche, ci siamo confrontati prima Verona e Forlì e poi con Macerata per portare in scena “La Tempesta” di William Shakespeare. Ci siamo incontrati per un weekend full immersion a Forlì dove abbiamo passato a tavolino ore e ore a destrutturare completamente il testo originale e giungere poi a trasformarlo in tre quadri che affrontano tre differenti tematiche: il potere (Malocchi e Profumi, regia di Barbara Valenti), la servitù (Combinati Male, regia di Leonardo Gasparri e Rodolfo Salustri) e l’amore (GattoRosso, regia di Federica Carteri e Roberta Zonellini). La cosa più complicata è stata trovare un linguaggio che allineasse le tre regie, non snaturasse l’opera originale e permettesse alla storia di essere raccontata. Abbiamo deciso di mantenere tre soli personaggi (Prospero, Calibano, Ariel) che, facilmente individuabili da un quadro all’altro perché vestono i medesimi colori (rosso, nero e bianco), trasportano lo spettatore lungo il sentiero del ricordo, in una dimensione quasi onirica, senza tempo e decontestualizzata, fino alla scena conclusiva e collettiva: tre regioni (Veneto, Emilia Romagna, Marche) insieme sul palco nello stesso momento. Ci siamo incontrati più volte a metà strada sia per chilometri (le prove non sono state sempre semplici da organizzare e portare a compimento) che per modi di vedere la cosa, ma “dove c’è volontà, c’è una via” e, ognuno col proprio bagaglio, lavoro e modo di stare e interpretare la scena, siamo arrivati al debutto il 24 marzo. Si è deciso di adottare delle fasce dei tre colori che al momento della scena finale i vari personaggi hanno mescolato durante la “tempesta” ritrovandosi ognuno “sporcato” di un altro colore: per quanto ci si arrocchi nelle proprie posizioni e nel proprio carattere, ognuno ha pregi e virtù che lo accomunano ad altri o che da essi lo differenziano.  C’è un po’ di Ariel, di Prospero e Calibano, in ognuno di noi: nessuno è mai completamente buono, o cattivo, servo o padrone, innamorato o deluso, indipendente o schiavo, forte o debole… La nostra umanità si rivela in qualche modo e scivoliamo in comportamenti che ciclicamente si ripetono in un loop dell’esistenza: se siamo fortunati impariamo dai vecchi errori per farne di nuovi o magari, qualche volta, se siamo determinati a migliorare, riusciamo a evitare i meccanismi distruttivi e ad andare avanti. I tre personaggi sono simbiotici e, in un continuo alterarsi di equilibri, passano di volta in volta dall’essere dominanti ad essere dominati e in questo un po’ si distaccano da quelli di Shakespeare a cui ci siamo ispirati. Abbiamo scelto di riportarli sull’isola 1000 anni dopo la famosa tempesta per vederli ricadere comunque nel ciclico ripetersi della vita perché sono un po’ ciascuno di noi e ci accomunano. La riscrittura drammaturgica del lavoro del Bardo è il tentativo in chiave di teatro post-drammatico di far arrivare un messaggio, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, di similitudine e condivisione e lavoro, un messaggio di volontà e tolleranza in vista del fine comune, che ci è sembrato un bel concetto e che ha permesso a tre mondi diversi di tre regioni differenti di intraprendere questa esperienza insieme.

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