FLAVIO CIPRIANI

La prima volta che abbiamo incontrato Flavio Cipriani – Direttore del Centro Studi UILT – è stato al convegno Performing Media – Teatro e nuove tecnologie nel 2013 presso il DAMS di Bologna. L’abbiamo ascoltato come relatore, ma nient’altro, nessun contatto. L’anno seguente ci siamo intrufolate al direttivo del Centro Studi a Mantova. Beh… diciamo che Federica come membro del Gruppo Formazione di UILT Veneto aveva più o meno diritto di stare lì, comunque hanno accolto anche Roberta a braccia aperte. In quell’occasione eravamo sedute vicino a lui e ci ha proprio stregate (eloquenza, cultura, profondità, passione, qualità a cui proprio non possiamo resistere). In quell’occasione ha nominato il Michele Monetta con cui in seguito abbiamo lavorato più volte e che è uno dei più talentuosi registi pedagoghi che abbiamo mai incontrato. Ha parlato di un ambizioso progetto nazionale – Tracce – che ci ha entusiasmate e di molto altro. Diciamo che in quell’occasione ci ha notate, un po’ perché “estranee” un po’ per l’eccitazione che non riuscivamo a nascondere. Tempo dopo, quando ci siamo conosciuti meglio e abbiamo lavorato insieme, ci ha confessato che l’aveva colpito quella sorta di comunicazione non verbale che scorreva da un capo all’altro del tavolo dove stavamo sedute. Nel 2015 ha selezionato il nostro corto Estate di pioggia e di vento per l’Assemblea Nazionale di aprile con altre quattro compagnie. Quell’estate ci siamo incontrati per due weekend per lavorare insieme ed è stato sorprendente. In sala prove certo – otto ore di lavoro senza fermarsi, senza fiatare, senza distrarsi, parlare – ma anche davanti a una pizza a fine giornata, abbiamo parlato di Cathy Marchand, Michele Monetta, Eugenio Barba, che per noi erano figure idealizzate e lontane, troppo lontane da noi. Chi avrebbe mai immaginato che nel giro di due anni avremmo lavorato con ognuno di loro, anzi che avremmo instaurato un rapporto umano e di amicizia oltre a quello allievo-insegnante? Eppure così è stato. A Flavio dobbiamo tanto, forse tutto. Dopo quella meravigliosa esperienza ci ha selezionati per Tracce – Studio osservatorio sul teatro contemporaneo (I edizione nel 2015 a Oliveto Citra – SA) con Estate 1980 ma oltre a performare abbiamo ancora lavorato, con lui, Loretta Giovannetti ed Emiliano Piemonte nei laboratori che si tenevano in quei giorni. Un’esperienza piena e intensa che ci ha profondamente cambiate. Il lavoro sul movimento scenico, la frase plastica, il metronomo interno e il freno sono stati la codificazione di un lavoro per noi istintivo che non sapevamo avesse una struttura regolamentata, ma che da allora abbiamo cominciato a studiare – anche teoricamente oltre che sperimentandolo praticamente – in modo sistematico e metodico. Flavio è stato ed è un elemento fondamentale del nostro apprendimento, studio, scoperta ed esplorazione del teatro e ci lega un’affinità umana e “teatrale” che francamente non saprei nemmeno come spiegare. Ci ha fatto intravvedere un mondo di creatività e conoscenza di cui non riusciamo a saziarci e ha saputo innescare in noi uno scatto evolutivo, un’accelerazione che ci spinge ad essere pioniere e a non accontentarci mai. Quindi grazie Flavio.