GATTO ROSSO LAVORA COSì

02 laboratorio  

Lavoro di laboratorio

Gatto Rosso lavora partendo da improvvisazione: il regista, dopo aver studiato e assimilato e digerito il testo (quasi sempre nel mio caso dopo averlo scritto), seleziona delle musiche che siano adatte a lavorare su determinate emozioni o intenzioni che ha individuato e che vuole sviluppare. Durante il laboratorio, che è la fase creativa del processo di messa in scena, tutti siamo attivi nel training dell’attore e nell’improvvisazione, tutti, nessuno escluso. Le musiche aiutano ad esplorare i propri sentimenti, esperienze, ricordi, per creare delle situazioni, delle sequenze interessanti per il regista; a volte si lavora seguendo il ritmo della musica, a volte vi si contrappone, e non c’è una regola nella scelta dei pezzi, da qualsiasi parte può venire uno spunto, un’intuizione, che sia classica, jazz, rock, strumentale o cantata, antica o moderna, d’autore o sperimentale. A volte passano settimane, mesi, prima che il regista dia il copione e indicazioni sull’assegnazione dei ruoli, anche se naturalmente chiede di fissare dei movimenti o sequenze o addirittura scene intere. Il lavoro è totalmente fisico, non verbalizziamo mai in questa fase, e gli attori sono liberi di esprimersi senza essersi creati un’idea “razionale” di come dovrebbe essere il proprio personaggio o della relazione che dovrebbe avere con gli altri, ma solo “emotiva ed emozionale”. Nascono situazioni molto interessanti e creative, non banali né scontate proprio perché mancano sovrastrutture mentali che ci fanno cadere nei nostri cliché o in situazioni stereotipate. Naturalmente il regista deve avere chiaro in mente l’intenzione o la situazione che dovrà o vorrà utilizzare, pertanto dove indirizzare gli attori, dove finalizzare il lavoro per renderlo funzionale alla messa in scena. L’attore è un artista che esprime la propria creatività e fornisce chiavi di lettura a volte differenti da quelle cha aveva immaginato l’autore o il regista e che pongono tutto il lavoro sotto una prospettiva diversa. È un modo lungo, faticoso e difficile di affrontare un testo ma il risultato di tanta ricerca è sempre molto appagante e stimolante. Quando il grosso del lavoro è stato fissato nei movimenti e nelle intenzioni e le scene sono state abbozzate, vengono comunicati i ruoli e ognuno comincia ad approfondire il proprio personaggio sullo scheletro di quello che ha già esplorato e definito con il regista nelle settimane precedenti. Inoltre i personaggi iniziano a interagire tra loro coscientemente, consapevoli della propria storia, anche se il copione vero e proprio ancora non è stato affrontato. Il percorso dell’attore diventa personale all’interno del gruppo, il personaggio prende forma. Quando i personaggi cominciano ad essere delineati, finalmente il regista consegna il copione e si inizia a lavorare sul testo e sulla voce. È a questo punto che accade la “magia”, perché quando andiamo ad incollare le battute sulle scene fissate, le parole diventano vere. La recitazione è naturale e scorrevole perché i movimenti che l’accompagnano sono nati dall’attore, dalle sue emozioni, dall’intenzione che li aveva spinti nella fase creativa, non sono imposti, freddi, impersonali, sconosciuti. Gatto Rosso lavora così. Sempre.